Sovrapposizioni
31 mag 2010 Categorie: Day by day | nessun commento »Le cose si accavallano.
Più delle gambe.
Le cose si accavallano.
Più delle gambe.
Gli manca solo la parola.
Per fortuna.
Ho detto addio.
Ma avrei voluto dire arrivederci.
Sarà per la prossima volta.
Torno a casa dopo una serata fra amici.
E cerco di aprire il cancello d’ingresso con le chiavi della macchina.
Sto per dirmi qualcosa, ma mi trattengo.
Tanto non servirebbe a nulla.
Prendo le chiavi giuste.
Apro. Entro. Salgo.
Una mia amica si è scocciata.
Troppa gente si occupa dei fatti suoi.
Allora ha postato su Facebook questo invito:
Fatevi n’anfiteatro de cazzi vostri.
Mi sembra renda l’idea.
Perché a essere normali sono buoni tutti.
L’ho sentito in una pubblicità.
Stai a vedere che hanno ragione…
Comincio ad averne abbastanza.
Ogni giorno entro in questo blog e trovo almeno una ventina di spam.
Medicine, assicurazioni, giochi e cagate varie.
Tutti rigorosamente in lingua inglese.
Tutti inseriti come commenti ai miei post.
Mi piacerebbe scoprire come fermarli.
Sì. Mi piacerebbe proprio.
Tutto è cominciato per colpa di un telefilm inglese trasmesso da La7.
Uno dei personaggi dice: Suppongo che tu abbia ragione.
Allora mi sono fatto una domanda.
Si chiama supposta perché si suppone debba entrare nel culo?
Sto leggendo un librettino giallo che s’intitola Che fine faranno i libri?
Nessuna, io spero.
Non riuscirei a leggere testi di una certa entità su alcun altro supporto.
Sono d’accordo con Umberto Eco quando dice che il libro è uno strumento tecnologicamente avanzato.
Non richiede, infatti, elettricità o altro.
Lo apri e lo chiudi.
Senza fare una piega.
Io, almeno, non ne faccio.
Le “orecchiette” non mi piacciono.
C’è una cosa che mi chiedo da tempo.
Perché quando una donna aspetta un figlio si dice che è in stato interessante?
Perché lei è interessata al proprio bambino?
Oppure si allude all’interesse che suscita negli altri?
Mi immagino la scena.
Una donna incinta attorniata da un gruppetto (più o meno consistente) di curiosi e curiose. I quali la osservano con attenzione. Tenendo una mano a sostenere il mento e mormorando: Mmmmm… sì, interessante…